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lunedì 4 marzo 2013

Tutti gli occhi di Kenzo


E' da moltissimo che non mi occupo del blog e avete tutte le ragioni per rimproverarmi. Ho incominciato a lavorare nella boutique Kenzo di Milano e sto dedicando tutte le mie energie a questa mia nuova avventura! Kenzo è uno dei brand del momento e non potrei essere più felice di lavorare per la società. Naturale è perciò dedicare un post alla collezione Kenzo per il prossimo autunno / inverno presentata a Parigi proprio ieri.
La verità è che un post a Kenzo l'avrei dedicato lo stesso, perché Carol Lim e Humberto Leon mi hanno fatto esclamare "WOW" ad ogni uscita, come una ragazzina dentro a un ipotetico museo delle Barbie.

Prima cosa le giacche e gli abiti "carta da cioccolatino". L'ispirazione sono i templi del sud est asiatico, trasportati nei tessuti preziosi dello jacquard dorato, su bomber spaziali e gonne a portafoglio.
L'Asia dei templi indù la ritrovo anche nelle fantasie dei tessuti, le stampe opulenti e coloratissime dei kimono a maniche corte e i wrap dress che ci fanno viaggiare sino in Nepal, con i colori e i temi inconfondibili di quelle terre a tremila metri sopra il livello del mare.
I tessuti iridiscenti e le maniche di pelle che spuntano sotto gli abiti in lamè stampato parlano da soli.

Eppure la più bella, la più speciale delle ispirazioni è quella dell'occhio. Serie di occhi punteggiano cappotti e stivali, giacche e gonne per sublimare sul tessuto gli occhi che si trovano in cima ai templi, gli occhi che vogliono proteggere tutto e tutti e in tutte le direzioni, che scrutano, indagano, osservano e vigilano. La gonna di pelle rigida ha una forma che spiazza, e devo dire che non credo che la indosserei mai. D'altra parte Kenzo Takada ha sempre voluto stupire, uscire dagli schemi e Carol e Humberto stanno cercando di trarre ispirazione dalla sua eredità. Io auguro loro un futuro radioso e forse Kenzo Takada osservando la collezione che porta il suo marchio sorride soddisfatto.









giovedì 31 gennaio 2013

Le ninfe moderne secondo Giambattista (Valli).

Giambattista Valli Haute Couture FW 2013 Paris
Nella mitologia greca esistevano le ninfe, divinità femminili che si occupavano di ogni aspetto della natura e del cielo. Se oggi esistessero, e per me ci sono ancora, ben nascoste negli ultimi scampoli di natura incontaminata del nostro pianeta, senza dubbio andrebbero matte per uno degli abiti di Giambattista Valli. La collezione presentata alla Haute Couture di Parigi lo scorso anno è un omaggio alla natura che si risveglia, un tripudio di prati in fiore, di violette e di farfalle. Lo so che dovrei parlare delle collezioni nuove appena presentate per l'estate, ma ci sto lavorando. Il fatto è che non parlare della collezione in vendita per quest'inverno sarebbe un vero crimine, perchè è di una bellezza accecante. E' un bel pò che volevo scriverne, e ora è giunto il momento. D'altra parte io sono una che fa sempre il contrario. Ci sono le sfilate haute couture per l'estate? E allora io parlo di quella per quest'inverno. Che devo fare, prendetemi così, se volete. 
Le ninfe moderne di Giambattista Valli si vestono con quello che il regno che comandano gli offre, e allora le viole rosa e rosse e bianche si trasformano in abiti a peplo ultrafemminili e le farfalle sono il migliore accessorio. Le foglie degli alberi si fanno rouches e  gonne preziose, i petali di stoffa adornano le vesti, disegnano rose sui fianchi che sembrano nascere spontaneamente dal tessuto. Le farfalle si confondono, si posano sulle bocche scambiando la donna-ninfa per fiore in boccio, perfettamente fusa con la natura circostante. 
I tralci di vite dorati si fanno girocolli preziosi, i colori della flora, i verdi, gli azzurri, i rosa delicati e i rossi accecanti dipingono l'organza e la seta. 
C'è la regina delle ninfe del bosco che indossa il verde dei suoi prati nell'abito lungo di seta leggerissima  e fa degli aghi di pino il suo cappotto, regale con la corona di farfalle d'oro e la retina sul viso.
Lunghezze al ginocchio e orli che sfiorano il pavimento fanno della donna una ninfa sofisticata e mai sfacciata. L'inverno è a metà strada ma con queste immagini viene voglia di Primavera. 
Forse Giambattista valli disegna per dee che non esistono più, ma è certo che ogni donna indossando una di queste creazioni si può sentire un a dea, almeno per qualche ora.