La verità è che un post a Kenzo l'avrei dedicato lo stesso, perché Carol Lim e Humberto Leon mi hanno fatto esclamare "WOW" ad ogni uscita, come una ragazzina dentro a un ipotetico museo delle Barbie.
Prima cosa le giacche e gli abiti "carta da cioccolatino". L'ispirazione sono i templi del sud est asiatico, trasportati nei tessuti preziosi dello jacquard dorato, su bomber spaziali e gonne a portafoglio.
L'Asia dei templi indù la ritrovo anche nelle fantasie dei tessuti, le stampe opulenti e coloratissime dei kimono a maniche corte e i wrap dress che ci fanno viaggiare sino in Nepal, con i colori e i temi inconfondibili di quelle terre a tremila metri sopra il livello del mare.
I tessuti iridiscenti e le maniche di pelle che spuntano sotto gli abiti in lamè stampato parlano da soli.
Eppure la più bella, la più speciale delle ispirazioni è quella dell'occhio. Serie di occhi punteggiano cappotti e stivali, giacche e gonne per sublimare sul tessuto gli occhi che si trovano in cima ai templi, gli occhi che vogliono proteggere tutto e tutti e in tutte le direzioni, che scrutano, indagano, osservano e vigilano. La gonna di pelle rigida ha una forma che spiazza, e devo dire che non credo che la indosserei mai. D'altra parte Kenzo Takada ha sempre voluto stupire, uscire dagli schemi e Carol e Humberto stanno cercando di trarre ispirazione dalla sua eredità. Io auguro loro un futuro radioso e forse Kenzo Takada osservando la collezione che porta il suo marchio sorride soddisfatto.








